Posts Tagged: brooklyn

NEW YORK ROOTS #4 – GABRIELE GRONES

Un nuovo capitolo di NEW YORK ROOTS ha per protagonista un altro artista italiano, Gabriele Grones.
Sono entrata in contatto con lui ancor prima del mio arrivo a New York, un paio d’anni fa (attraverso Elisa Bertaglia, artista con la quale condivide lo studio e anche buona parte di vita) e nelle ultime settimane ho potuto vedere da vicino il suo lavoro, e carpire qualcosa di più a proposito degli intenti dietro ai progetti sui quali sta lavorando, e conoscere a fondo gli influssi e le suggestioni che pervadono le sue opere.
Guardarlo al lavoro di fronte alla tela mi riporta alla mente la manualità e alla scansione lenta del tempo degli artisti dei secoli scorsi, bisognosi di una precisione elevata nei gesti piccoli e ben calibrati, che consentiva alle pennellate di farsi sempre più simili a tocchi e permetteva esiti qualitativi di grandissimo spessore.
Parlando con lui ho inteso il suo amore, quasi una devozione, nei confronti della ritrattistica del passato che va dalla scuola fiamminga al Rinascimento italiano, da Sud a Nord, passando da Antonello da Messina ai Veneziani imbevuti della luce della laguna. Tuttavia Gabriele Grones non tralascia il confronto costante con pittori contemporanei della levatura di Richter o Close, per poi passare oltre, e continuare nella sua ricerca pittorica che procede autonomamente.

Gabriele_Grones_Gottfried_cm40x40_oil_on_canvas_2015

Gottfried_cm40x40_oil_on_canvas_2015

Da alcuni mesi di nuovo a New York, Gabriele ha risposto così alle mie domande.

Come ti chiami, qual è la tua età?
Sono Gabriele Grones, ho 32 anni.

Come siamo entrati in contatto?
Se non ricordo male, la prima volta ci siamo incontrati ad Art Verona nel 2014, dove avevi uno stand nel quale organizzavi incontri e discussioni con artisti.

Di cosa ti occupi? / A quale progetto stai lavorando in questo momento?
Sono un pittore, mi occupo principalmente di pittura ad olio su tela. Al momento sto lavorando a diversi progetti. Ho appena concluso una residenza d’artista presso la Eileen S. Kaminsky Family Foundation al MANA Contemporary di Jersey City, durante la quale ho realizzato un ciclo di opere che verranno esposte in diverse mostre, tra le quali due alla Bernarducci Meisel Gallery di New York: una che si terrà in autunno ed un’altra che si terrà il prossimo anno, curata da Susan Meisel. Alcuni dipinti raffiguranti dettagli naturali andranno in Germania alla Galerie MZ, per ampliare il progetto di una mia recente personale dal titolo “Frammenti”. Altri lavori faranno parte di un corpus più ampio che sarà esposto alla Galleria Narciso di Torino.
Ho in preparazione inoltre una serie di ritratti di artisti che, come me, si trovano qui a New York, ma che provengono da diversi paesi, indagando proprio i concetti di identità culturale, provenienza e migrazione.

Da quanto tempo sei a New York?
Sono arrivato a New York il 1 di aprile scorso. Negli ultimi anni ho frequentato spesso New York anche se in maniera meno stabile di adesso.

Gabriele_Grones_Frammento1_cm30,5x30,5,_oil_on_canvas_2015

Frammento1_cm30,5×30,5,_oil_on_canvas_2015

Cosa ti sta dando la Grande Mela?
New York è una città molto vitale con moltissimi eventi e mostre da vedere. Non ci si stanca mai di visitare le gallerie e gli spazi espositivi. Al di là delle mostre l’atmosfera stessa della città è molto stimolante.

Dove credi siano, le tue radici?
Più cresco e più mi rendo conto che le mie radici sono molte e che ogni evento, ogni luogo che ha fatto parte della mia vita mi ha in qualche modo formato e influenzato. Sono nato ad Arabba, un paese sulle Dolomiti, dove c’è un forte sentimento identitario legato alla lingua e alla cultura ladina. Allo stesso tempo ho frequentato scuole di diverse città e sono cresciuto con amici provenienti da vari paesi, faccio parte della generazione dell’Europa senza confini e dei voli low cost. Mi sento Europeo perché mi sento parte di questa diversità e pluralità culturale all’interno della quale anche la mia piccola realtà locale è parte integrante. Le mie radici sono in Europa, per la ricchezza delle esperienze che mi appartengono e per il senso di vicinanza e di familiarità che ho nei confronti di questa complessità.

Gabriele_Grones_Roberto_oil_on_canvas_cm40x30_2015

Roberto_oil_on_canvas_cm40x30_2015

Dove ti si può trovare? (realmente, virtualmente)
Al momento vivo a Brooklyn ma ad ottobre rientrerò in Italia. Il mio studio è a Rovigo ma comunque mi muoverò spesso perché ho in preparazione delle mostre in Italia e all’estero. Per trovare informazioni sul mio lavoro e seguire i miei prossimi eventi si può visitare il mio sito internet: www.gabrielegrones.com

Foto - Gabriele Grones

L’artista

(Immagine in evidenza: Gabriele_Grones_Frammento2_cm30,5×30,5,_oil_on_canvas_2015)

Facebook Twitter Pinterest

NEW YORK ROOTS #3 – ELISA BERTAGLIA

Il mio punto di riferimento su New York è stato, ancor prima della mia partenza, Elisa Bertaglia. L’artista, italiana, e carissima amica, è nella City dal primo aprile scorso, e New York sta diventando un po’ la sua seconda casa. Pertanto ho voluto coinvolgere anche lei nella mia rubrica NEW YORK ROOTS, ed ascoltare il suo punto di vista, rispetto al suo rapporto con questa città, soprattutto per quanto concerne la sua ricerca artistica.

Pittrice instancabile (io l’ho conosciuta a Borca di Cadore durante una residenza artistica curata da Dolomiti Contemporanee – ne racconto in un articolo qui – nella quale la vedevo lavorare stesa a terra per 12-14 ore al giorno, con una energia e una costanza che mi hanno immediatamente colpito), nelle tavole e nelle carte dipinte amalgama la delicatezza dei segni e le cromie armoniche con significanti dalle note dolenti, una crudeltà quasi violenta che non è mai palesata, ma che imbeve molto del suo lavoro, suggerita talvolta soltanto dai titoli.

Plateau Project, Progetto Borca - courtesy Dolomiti Contemporanee 2014

Plateau Project, Progetto Borca – courtesy Dolomiti Contemporanee 2014

Felice che abbia voluto rispondere alle domande della mia micro intervista, Elisa – dal suo studio a Brooklyn – riprende ora  le fila del discorso lasciate per un attimo dopo la nostra ultima mostra, ERRANZA. Del Radicante e di altri segni, tenutasi ad Atipografia nell’aprile/maggio scorsi, che ha dato lo spunto anche per questa rubrica d’oltreoceano.

Ed ecco quindi le sue risposte. Buona lettura!

c DSC_0151

Elisa Bertaglia

Come ti chiami, qual è la tua età?
Mi chiamo Elisa Bertaglia ed ho 33 anni.

Come siamo entrati in contatto?
Ci siamo conosciute nel 2014, d’estate anche se faceva un freddo anomalo, mentre io stavo facendo una residenza d’artista all’interno di Progetto Borca – Dolomiti Contemporanee, e sviluppavo un progetto performativo oltre che pittorico. Consisteva in un grande disegno a pavimento di 10 metri quadrati. Da una decina di giorni vivevo da sola, lavoravo seguendo i ritmi della natura e della Colonia (il luogo della residenza), isolata, e tu hai fatto capolino negli ultimi giorni del mio progetto, insieme a Gianluca animando di presenze umane le mie giornate fatte di polvere, fioche luci e rumori di animali.

Di cosa ti occupi? / A quale progetto stai lavorando in questo momento?
Sono principalmente una pittrice. Ho da poco finito una residenza d’artista a Jersey City, la ESKFF al MANA Contemporary, dove sono stata selezionata con Grass Project, un progetto pittorico ad hoc in dialogo con la letteratura e la cultura americane. Mi sono appena trasferita nel mio studio a Brooklyn, dove vivrò/lavorerò per i prossimi tre mesi.

Da quanto tempo sei a New York?
Sono arrivata qui il 1 aprile, tre giorni prima dell’inizio della mia residenza, il giusto tempo per ambientarmi e riassettare la mia vita in questa città.

1- Brutal Imagination, 30x22 cm, olio, carboncino e grafite su carta, 2016

Brutal Imagination, 30×22 cm, olio, carboncino e grafite su carta, 2016

Cosa ti sta dando la Grande Mela?
Dire tanto è un pochino scontato, ma vero. Ormai conosco abbastanza bene (non benissimo) questa città e questa società. Mio fratello vive qui da quasi tre anni e sono venuta qui diverse volte per diverso tempo. Ormai lo stupore ha lasciato il posto ad un approccio più maturo e critico a questo posto; ma l’entusiasmo rimane. Penso di essere cambiata e cresciuta grazie al confronto costante con altri artisti, al dialogo con curatori e critici e ovviamente grazie alla possibilità di vedere ogni giorno centinaia di mostre stupende. Qualcosa di così massiccio e imponente che solo New York ti può dare.

Dove credi siano, le tue radici?
Quello delle radici è un argomento di cui io e te abbiamo discusso spesso e tanto. Di radici ne ho molte. Di sicuro la mia prima radice, quella più grossa e vecchia, è a Crespino, ma oggi, non è l’unica: ho molte altre radici, più giovani ma altrettanto indispensabili. Una di queste è anche qui.

Allestimento Erranza, Courtesy Atipografia, Foto di Luca Peruzzi - Golden Reveries, 20x15 cm cad., olio e pastelli su faesite, 2016

Allestimento Erranza, Courtesy Atipografia, Foto di Luca Peruzzi – Golden Reveries, 20×15 cm cad., olio e pastelli su faesite, 2016

Dove ti si può trovare? (realmente, virtualmente)
Realmente per altri tre mesi sono qui a New York, poi sarò in Italia a dipingere assiduamente nel mio studio a Rovigo, ma spostandomi per lavoro anche a Milano e Torino. Poi non lo so, sto cercando altre residenze d’artista per il 2017, mi piacerebbe molto farne una a Taiwan, vedremo…Ma le novità e i contatti sono tutti sul mio sito… elisabertaglia.com

1- Elisa Bertaglia, Brutal Imagination, 27,9x21,5 cm, olio, carboncino, grafite e pastelli su carta, 2016.

Brutal Imagination, 27,9×21,5 cm, olio, carboncino, grafite e pastelli su carta, 2016

(Immagine di copertina: Metamorphosis, allestimento presso la Galerie MZ, Augsburg Germania. Courtesy Galerie MZ)

 

Facebook Twitter Pinterest