CONTROZONA ovvero il riscatto di Mestre

Mestre ha smesso di vivere all’ombra dell’intramontabile Venezia. Diverse sono le avvisaglie che fanno presupporre un’apertura, in senso sempre più ampio, da parte della città nei confronti dell’arte contemporanea: emancipandosi dalla vicina patria della Biennale, Mestre lotta per far emergere un’identità propria, forte, chiaramente riconoscibile.

Nell’ambito di Art Verona Fiera, DOMENICA 13 OTTOBRE, dalle ore 16.30 Olivares cut modererà il talk sul progetto Contro Zona di Penzo+Fiore, alias Cantiere Corpo Luogo, realtà indipendente che si sta muovendo in questa direzione di riscatto della città “di terraferma”.

La rassegna d’arte contemporanea Contro Zona si svilupperà in diversi spazi della città di Mestre dall’11 al 20 ottobre prossimi, attraverso il coinvolgimento di numerose realtà mestrine, partendo dall’ambito artistico passando per quello istituzionale (dalla “polis”, la Municipalità di Mestre Carpenedo e l’Assessorato all’Ambiente e Città Sostenibileall’università, I.U.A.V.) fino a coinvolgere fondazioni locali (la prestigiosa Bevilacqua La Masa, Fondazione di Venezia) oltre a realtà gestrici di spazi polivalenti aperti a nuove esperienze artistiche, pur essendo luoghi non deputati all’arte tout court.

Cantiere Corpo Luogo ha nel nome la dichiarazione d’intenti: realtà curatoriale dinamica ed indipendente, sviluppa ora un progetto che intende la città nella quale va ad insediarsi – Mestre nello specifico – come un corpo vivo, metafora della co-abitazione e collaborazione attiva tra i diversi organi che compongono questo corpo, siano essi istituzioni private, singoli artisti, o spazi deputati alla rassegna. La rassegna non “farà altro” che dare luogo ad una sinergia, partendo da un approccio concettuale (si è cominciato a luglio con una conferenza dal titolo Il corpo come contesto e come testo”, tenuta dal prof. Tarca dell’Università Ca’ Foscari) per arrivare ad un’attuazione pratica dei legami creatisi in corso d’opera al progetto.

Due gli eventi espositivi principali:

ESPANSIONI/CONTRAZIONI, si terrà a Forte Carpenedo, spazio fortemente caratterizzato che ha esso stesso influenzato la creazione delle opere dei ventiquattro artisti invitati a sviluppare un personale approccio con il progetto. Partendo dal pensiero di Alexander Lowen sulla psicocorporeità (Lowen era uno psicoterapeuta e psichiatra statunitense, morto nel 2008) gli artisti hanno sviluppato, con una modalità orchestrale in un primo momento e indipendente successivamente, riflessioni che si concretizzeranno nella mostra curata dagli stessi Penzo+ Fiore. Questa mostra può considerarsi un naturale prosieguo della precedente esperienza dialogico-espositiva Ecology of Mind.

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DROP-OUT. L’esposizione, che vede per protagonisti Adalberto Abbate, Petrov Ahner e Nicolas Clauss, (curata da Penzo+Fiore con la collaborazione di Barbara Fragogna) porta ai riflettori, attraverso lo sguardo critico dell’arte, l’esperienza politica (nel senso aristotelico del termine, ossia di com-partecipazione alle scelte che influenzano la società tutta) di chi ha compiuto una scelta di rottura nei confronti del comportamento di massa, distaccandosi dagli schemi societari consuetudinari per vivere in maniera più autentica la propria esistenza.
La concatenazione tra opere e bagaglio esperienziale dei tre differenti artisti formerà il fil rouge del nucleo espositivo di DROP-OUT. La scelta di trasformare il Rivolta in uno spazio espositivo per un progetto dal sottotitolo “variazioni sul tema di partecipazione politica” ha un valore tutt’altro che secondario.

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Entrambe le mostre inaugureranno VENERDI 11 OTTOBRE. Il programma completo della rassegna è pubblicato qui.

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One Comment

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    […] e Disoccupatia (qui). Di Andrea Penzo e Cristina Fiore e del progetto Contro Zona ne ho scritto (qui). Non mi resta che presentarvi gli […]

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